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Scarpe artigianali traforate: sono davvero le migliori per la stagione calda?

Luca Tavolaccidi Luca Tavolacci· 22/08/2026 18:29
Scarpe artigianali traforate: sono davvero le migliori per la stagione calda?

Sì, per l’uso urbano con clima asciutto. Le scarpe artigianali traforate garantiscono più traspirazione e comfort rispetto alle chiuse tradizionali. Non sono imbattibili con pioggia, polvere fine o camminate su fondi irregolari.

Cosa le rende fresche

I fori moltiplicano gli scambi d’aria e aiutano l’evaporazione del sudore. Contano il disegno, la dimensione e il posizionamento. Microfori regolari su aree ampie del collo e dei quartieri migliorano la ventilazione senza indebolire la tomaia.

Il materiale fa il resto. Pelle pieno fiore traspira più dei rivestimenti plastificati. Fodere in vitello o capra distribuiscono l’umidità in modo uniforme. Sottopiedi in cuoio o PU microforato accelerano l’asciugatura.

La differenza si misura. I test previsti da ISO 20344 valutano permeabilità e assorbimento del vapore dei materiali. I prodotti ben progettati superano agevolmente i requisiti minimi e mantengono il comfort oltre le due ore di cammino.

Costruzione: la vera leva di comfort

La cucitura Blake riduce spessori e peso. Sensazione diretta sul suolo, buona flessibilità. Va protetta con un battistrada in gomma se si cammina molto su asfalto caldo.

La costruzione “a sacchetto” (Bologna) avvolge il piede come un guanto. È morbida sul collo e in flessione. Ottima con pelle sottile e microfori fitti.

Lo Strobel, tipico delle sneakers leggere, abbina tomaie traforate a intersuole in EVA o TPU microcellulare. È la scelta più leggera per tragitti lunghi in città.

Suole in cuoio respirano e assorbono, ma temono l’acqua. La gomma microcellulare isola dal calore del manto stradale. Un ibrido cuoio+mezza gomma concilia eleganza e durata.

Quando non sono la scelta giusta

Pioggia improvvisa: l’acqua entra dai fori e asciuga lentamente sotto la soletta. Meglio una tomaia piena fiore senza trafori e suola in gomma.

Polvere fine e sabbia: intasano i microfori e rovinano la fodera. Servono pulizia frequente e spazzole morbide.

Terreni irregolari: i trafori non proteggono da urti e detriti. Per parchi sterrati o turismo intensivo sono preferibili sneakers tecniche o sandali strutturati.

Dress code formale rigido: il traforato alleggerisce l’estetica. In alcuni contesti d’ufficio è percepito come troppo casual.

Come scegliere: checklist rapida

  • Tomaia: pelle pieno fiore 1,2–1,6 mm o scamosciato oliato; taglio dei fori netto, senza bordi sfrangiati.
  • Fodera: vitello o capra traspirante; evitare sintetici occlusivi nelle zone calde del piede.
  • Sottopiede: cuoio o PU microforato; aggiungere un plantare in pelle estraibile facilita l’asciugatura.
  • Costruzione: Blake o Bologna per eleganza leggera; Strobel per peso minimo.
  • Suola: cuoio con mezza gomma se cammini molto; gomma microcellulare per grip estivo su marciapiede.
  • Fori: evitare trafori sui punti di piega marcata per non creare crepe premature.
  • Calzata: lascia mezzo numero di margine; a 30 °C il piede si dilata.
  • Conformità: chiedi dichiarazioni su coloranti e adesivi in linea con REACH.

Manutenzione che allunga la vita

Alterna le paia. Riposo di 24–48 ore dopo l’uso intenso. Tendiscarpe in cedro per distendere la tomaia e assorbire l’umidità.

Spazzola morbida dopo ogni uscita per rimuovere polvere dai fori. Un pennellino fine pulisce le perforazioni senza allargarle.

Nutrire la pelle con latte leggero; evitare creme cerose che occludono i microfori. Spray idro-oleorepellente a base acqua, applicato a distanza, protegge senza soffocare.

Suole in cuoio: una mezza gomma trasparente in punta e pianta allunga la durata e migliora l’aderenza su pavimenti lucidi.

Dove nascono e quanto costano

Il meglio arriva dai distretti marchigiani e romagnoli. Laboratori che tagliano i fori con punzoni dedicati o laser a bassa potenza per non bruciare il bordo. La mano conta: accoppiaggio tomaia-fodera e martellatura dei punti di piega evitano grinze future.

Fasce prezzo realistiche: 160–290 euro per un artigianale ben fatto; 300–380 euro con pellami premium e lavorazioni Bologna; oltre 500 euro per personalizzazioni e piccole serie su misura.

Alternative credibili

Tomaie in maglia tecnica: ventilazione ottima, asciugano prima, look sportivo. Meno riparabili nel tempo.

Sandali con plantare anatomico: massima dispersione del calore, ma protezione minima in città.

Derby in pelle non traforata ma sfoderata: equilibrio tra freschezza e formalità, senza fori a vista.

Verdetto operativo

Per la giornata estiva in città, sì: le traforate artigianali sono spesso la scelta migliore. Offrono respiro, leggerezza e ritmo di passo regolare. Richiedono contesto asciutto, cura costante e materiali all’altezza. Con le giuste accortezze, rendono l’estate più camminabile senza rinunciare al carattere del Made in Italy.

Luca Tavolacci
Luca Tavolacci

Luca ha iniziato visitando fiere di settore con il padre agente di commercio. Dopo aver percorso le filiere produttive delle Marche e dell’Emilia, oggi si occupa di storytelling per realtà che valorizzano la tradizione familiare nell’industria calzaturiera.